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La Flora negata testimone dello scempio

Qualcuno ha provveduto a colmare la mancanza di segnaletica turistica
con una scritta di vernice spray color blu su un muro, all'angolo tra
l'ultimo tratto di corso Trieste, prima della Reggia e piazzetta
Gramsci: «Ggiardin».

È da lì che si accede ai Giardini della Flora, che
però sono chiusi, senza alcun cartello sulla porta di accesso
principale ad indicare motivazioni e tempi. È nei giorni di ferragosto
che, uno degli spazi più belli e ricchi di storia della città
capoluogo, mostra lo stato di abbandono in cui versa, in maniera più
cruda e drammatica che nel resto dell'anno. Se in passato il giardino
di Ferdinando II diventava il cuore dell'estate casertana, con la
rassegna cinematografica, eventi musicali e teatrali, oggi resta solo
uno sbiadito ricordo di tutto questo. Gli ingressi sono sbarrati con
dei catenacci di ferro arrugginito, e l'interno si presenta come una
pattumiera.

 La porta d'entrata più bella e suggestiva, quella adiacente
il sacrario dei Caduti dell'Aeronautica, utilizzata anche ai tempi del
«Cinema sotto le stelle» è quella ridotta peggio, mentre anche il
Sacrario è invaso dalle erbacce. L'intonaco è crollato rovinosamente in
più punti, dal terreno sbucano erbacce ormai alte, ed un angolo è
diventato una vera e propria discarica a cielo aperto. Il tutto a poche
decine di metri dall'ingresso della Reggia di Vanvitelli e dei Borbone;
il punto di forza del turismo di Terra di Lavoro. Sull'altro versante,
quello di fronte viale Douhet, sono scomparse le aiuole che disegnavano
quotidianamente la data del giorno corrente. Al loro posto lattine,
bottiglie e cartacce. Se tutta l'area esterna si presenta sporca,
abbandonata, con scritte sui muri ovunque, l'interno dei giardini è in
uno stato addirittura peggiore.

L'erba alta e le foglie che ricoprono
completamente le viuzze interne segnalano l'evidente stato di incuria,
ma quel che è peggio è la presenza di rifiuti che si trovano lì chissà
da quanto tempo. Guardando l'interno della Flora percorrendo via
Gasparri, è possibile scorgere una galleria di materiale vario
abbandonato oltre i cancelli, compreso un copertone d'auto, in bella
mostra assieme a qualche libro, mentre qua e là spuntano grandi tubi
rossi dal terreno. Oltre le inferriate sul versante di viale Douhet
invece, sotto un albero è ben visibile un vecchio specchio. Come sia
possibile che questi rifiuti siano finiti nei giardini della Flora, e
perché non siano stati ancora rimossi sono domande che i passanti si
pongono. Ma poi passano oltre scuotendo la testa e commentando:
«Purtroppo non ci si può fare nulla».

Ma la vergogna forse maggiore è
lo stato pietoso in cui versa l'ingresso per disabili che si trova
lungo via Gasparri, trasformato in sversatoio di ogni genere di
rifiuto, dove si trovano depositati diversi sacchi della spazzatura,
con la dicitura «Comune di Caserta» in bella mostra. A pochi passi una
tanica vuota e una batteria, probabilmente di uno scooter, nascosta tra
la terra, e ancora un po' più in là i resti appiccicati tra inferriata
e marciapiedi, di qualcosa dato alle fiamme. Spostando lo sguardo più
verso l'interno invece, è facile notare come alcuni grossi rami siano
caduti sopra la fontana che si trova al centro del giardino, per
mancanza di manutenzione. La sera tutta la zona diventa un porto
franco. Durante i lavori di rifacimento del manto stradale che va da
piazza Dante alla Reggia, via Gasparri era di fatto rimasta chiusa al
traffico, e le auto arrivavano fino a piazza Gramsci, spesso intasando
le viuzze circostante che danno su via Mazzini.

Oggi, ignorando il
cartello che segnala il passaggio solo per residenti, in molti la sera
accedono a via Gasparri, passando di fianco la prefettura, o da via
Mazzini, e poi sfrecciano verso piazza Dante, provenendo dalla Reggia.
E c'è anche chi attraverso a forte velocità piazza Carlo III,
interdetta al passaggio di auto, e spesso percorsa da famiglie che
passeggiano. I dispositivi per evitare il passaggio di automobili
infatti non sono mai tutti attivati, e approfittando della colonnina
centrale abbassata, c'è chi percorre da una parte all'altra la piazza
in auto. Una situazione che peraltro si verifica in tutto il centro
storico, dove vige la Ztl e il divieto di transitare prima dell'una di
notte. Divieto puntualmente disatteso, con auto che passano e
parcheggiano ovunque, e vigili in numero insufficiente ad intervenire.

pubblicato su Il Mattino, il 19/08/2010

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