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Il giudice che sembra un pedofilo, in onda al Tg5

Forse un giorno, quando questo paese sarà migliore di quello che è ora, studenti di comunicazione - ma non solo - lo rivedranno e lo studieranno. Parlo di un servizio andato in onda questa sera al Tg5, in prima serata, che aveva come oggetto un giudice.

 

Si tratta infatti di un vero e proprio servizio da manuale della disinformazione e della manipolazione. La notizia che veniva ufficialmente data era la promozione di un giudice. Un fatto che il Tg5 commenta come inconsueto.

 

Quello che viene trasmesso però è soprattutto attraverso le immagini. Il giudice viene mostrato con riprese effettuate a distanza, con uno zoom, modalità questa utilizzata spesso per riprendere cose che non sono facilmente avvicinabili, che risultano quindi pericolose, rischiose, per chi le riprende. Ma il Tg5 va oltre. Il giudice appare nelle prime immagini in camicia, senza giacca, apparentemente fuori un portone, apparendo quasi nervoso, in attesa di non si sa cosa, mentre fuma una sigaretta. Poi lo stesso giudice viene colto per strada, sempre con espressioni strane: la videocamera si sofferma sulla figua intera che ad un certo punto si ferma, apparentemente senza motivo, con uno sguardo quasi perso nel vuoto. Ecco, diciamo che quantomeno chi ha fatto quel servizio non ha effettuato una felice scelta delle immagini montate.

 

In poche parole il giudice civile Mesiano appariva come un soggetto instabile, nervoso, oscuro, inquietante, quasi come un pedofilo, secondo la scelta delle immagini. Dico che appariva quasi un pedofilo perchè la scelta delle immagini non è diversa da quelle che solitamente accompagnano personaggi loschi che balzano alle cronache per fatti spregevoli. Queste immagini erano poi accompagnate da un commento che insinuava come il giudice "promosso" (si tratta di uno scatto di anzianità) facesse parte di quella stessa corte che pochi gioni fa ha condannato Fininvest a pagare 750 milioni di euro al gruppo editoriale Cir di De Benedetti.

 

Un servizio dunque tagliato e cucito ad arte per insinuare e far passare un determinato messaggio, ovvero che il giudice sia stato promosso per aver "punito"  Fininvest-Berlusconi. Peccato che lo stesso telegiornale non abbia mai riservato lo stesso tempo per un servizio che spiegasse cos'è il Lodo Mondadori, perchè il gruppo editoriale di Berlusconi è stato condannato a pagare - a titolo di risarcimento danni - quella cifra enorme, ovvero per corruzione di giudici volta ad accaparrarsi la proprietà di Mondadori ai danni del gruppo Cir.

 

Un esempio, quello del servizio andato in onda stasera al Tg5 che non lascia sperare nulla di buono sul clima che si sta fomentando nel paese.

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